TORINO. Fondazione Ordine Mauriziano, un futuro di restauri.

La Fondazione Ordine Mauriziano (FOM) ha reso pubblico con una conferenza stampa il programma di restauri in corso, e in avvio, della Palazzina di caccia di Stupinigi, della precettoria di Sant’Antonio di Ranverso (Rosta, Torino), dell’abbazia di Santa Maria di Staffarda (Cuneo) e della basilica mauriziana di Torino: beni facenti parte del patrimonio artistico e immobiliare dell’antico ordine dei santi Maurizio e Lazzaro, di cui la fondazione stessa è custode dal 2004.
L’impegno economico è significativo: 20 milioni nel biennio 2023-24 per restaurare, riconvertire, rendere (nuovamente) accessibili e valorizzare quattro complessi architettonici diversi per cronologia, geografia, scala, stato di conservazione e condizioni di accesso.

I cantieri in corso e in avvio
Definita “fiore all’occhiello” del patrimonio gestito dalla FOM, la Palazzina di caccia di Stupinigi – parte del Consorzio delle Residenze Sabaude, patrimonio Unesco dal 1997 – è, e sarà, interessata almeno fino al 2025 da una serie d’interventi più o meno estesi.
Alcune opere più puntuali, come la riqualificazione degli atrii di passaggio laterali e della sala (con il recupero degli affreschi del primo Novecento a cura del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale) e le aiuole del parterre all’esterno, si concludono a dicembre 2023; un progetto più articolato riguarda invece il giardino storico – la cui riapertura è prevista nei primi mesi del 2025 – che sarà restaurato con un’attenzione particolare anche alle attuali esigenze di tutela ambientale.
Infine, sarà a breve avviato il restauro dell’appartamento del re Carlo Felice, chiuso al pubblico da quasi un decennio, tassello di un progetto più ampio di recupero dell’ala di Ponente, che consentirà ai visitatori una fruizione più articolata e completa del complesso monumentale.
Ulteriori interventi riguardano, invece, la Galleria interrata di Levante (con il suo impianto di riscaldamento canalizzato ad aria basato su caldaie) e la messa in sicurezza del Castelvecchio, edificio a lato della Palazzina.
Alla precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, invece, è previsto un ampio progetto di riqualificazione dell’area aulica conventuale adiacente alla chiesa, allo scopo di rendere fruibile, per la prima volta, l’intero complesso. Questa iniziativa s’innesta su un lavoro d’indagine propedeutica e d’interventi di conservazione preventiva e restauro condotto, da alcuni anni, dal Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale; già dal 2022, infatti, è in atto un cantiere pilota – che terminerà a gennaio 2024 – sugli affreschi tardo gotici di Giacomo Jacquerio della parete sinistra del presbiterio, ed è in corso uno studio preliminare e il recupero dei dipinti murali della manica conventuale, in particolare nella Cappella dell’abate Montchenu, attualmente quasi completamente ricoperta da scialbo.
Il secondo lotto di lavori, nel 2024-25, consentirà di aprire ai visitatori la manica denominata “Corridoio degli stemmi”, al primo piano, il “Coro d’inverno”, collocato dietro il rosone centrale della facciata, e uno spazio posto tra la copertura e l’estradosso delle volte a crociera della navata destra, già restaurato dall’architetto Gianfranco Gritella nel 2000-01, e fruibile grazie a una serie di passerelle. A corollario dell’ambizioso progetto saranno avviati gli interventi di recupero e rifunzionalizzazione dell’area dell’Ospedaletto, da destinarsi a struttura ricettiva, e la valorizzazione del giardino storico del chiostro.
All’abbazia di Santa Maria di Staffarda, da ottobre 2023 è in atto un programma d’interventi strutturali urgenti per la riqualificazione di una manica adiacente al chiostro della chiesa, detta “Manica dei ricostruttori”, con l’ampliamento del percorso di visita e il potenziamento dei servizi.
A partire dal 2024 inizieranno, invece, i lavori di restauro e messa in sicurezza della cupola e del tamburo dell’aula, volti alla riapertura della basilica mauriziana a Torino, sia per le funzioni religiose sia per le visite guidate, in collaborazione con l’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, che attualmente la gestisce, la Scuola di Specializzazione Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Torino e il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.

Un impegno economico corale
Si tratta, quindi, di un programma composito, che a interventi di restauro più circoscritti affianca progetti di ampio respiro, volti a garantire un’accessibilità incrementale a luoghi al momento solo parzialmente visitabili, con un’attenzione anche ai giardini storici. È inoltre intenzione della FOM rendere visitabili, a determinate condizioni, anche i cantieri di restauro, in linea con una tendenza sempre più diffusa, che ha tra i suoi obiettivi il rafforzamento della consapevolezza del pubblico.
A un piano tanto articolato corrisponde un investimento totale considerevole, che aggrega contributi di vario tipo, pubblici e privati, a scala locale e nazionale.
Per esempio, a Stupinigi, il rifacimento delle aiuole presso il parterre è un progetto cofinanziato con Art Bonus dalla società di sviluppo immobiliare Vailog SEGRO (80.000 euro su 120.000); il restauro dei giardini, invece, per un importo di 2 milioni, può contare sui fondi del PNRR ottenuti dalla Fondazione tramite il bando del Ministero della Cultura dedicato ai parchi e ai giardini storici; per il recupero dell’ala di Ponente sono stanziati 5 milioni dal Ministero della Cultura, attraverso il piano strategico “Grandi Progetti Culturali”, ai quali se ne aggiungono 350.000 della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Storico Artistici e Culturali di Torino, per il restauro degli apparati decorativi fissi dell’appartamento di Carlo Felice, e ulteriori finanziamenti erogati da FOM e contributi di vari mecenati pubblici per un totale di 320.000 euro; sono invece interamente finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (attraverso il Fondo Interventi Tutela e Promozione Patrimonio Culturale e Storico) i 240.000 euro per il recupero della galleria interrata di Levante.
Alla precettoria di Ranverso l’investimento ammonta a circa 2,4 milioni, ammessi alla richiesta di contributo in conto capitale da parte del Ministero della Cultura come progetto pilota dalla strategica rilevanza territoriale, mentre a Staffarda si registra il contributo straordinario di 1,5 milioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tale molteplicità è segno dell’esistenza di partnership solide sul territorio e di una buona credibilità al di fuori dei confini regionali – oltreché, naturalmente, di una consapevolezza della rilevanza del patrimonio gestito dalla Fondazione -, ma è anche sintomatica della nota difficoltà di raccogliere fondi per progetti di conoscenza e di restauro più o meno estesi.
Tuttavia, se il ricorso sempre più frequente a forme di finanziamento varie, contributi straordinari e bandi ad hoc, con obiettivi e tempistiche frammentate, da un lato, rende sempre più difficile una progettazione organica, integrata e a lungo termine, dall’altro rappresenta un incentivo a una gestione efficiente e attenta alle sollecitazioni esogene e contribuisce a un proficuo allargamento del bacino di mecenati e di utenti, in senso ampio, della cultura.

Autore: Francesca Favaro

Fonte: www.ilgiornaledell’architettura.com 13 dic 2023