IL CORO LIGNEO DELL’ABBAZIA DI STAFFARDA
La storia ed una ipotesi di ricostruzione virtuale
di Angela Crosta, con prefazione di Guido Gentile
L’AFOM odv (Amici della Fondazione Ordine Mauriziano) si prefigge di contribuire alla valorizzazione ed alla fruizione dei beni artistici della Fondazione Ordine Mauriziano e in passato ha concorso con varie iniziative a realizzare importanti eventi e si è occupata di piccoli interventi di restauro di beni in stato di necessità. Tra questi, negli scorsi anni, vi sono stati i restauri dell’antica acquasantiera della chiesa di Santa Maria di Staffarda a Revello (CN), bene Mauriziano, e poi a quel-lo dell’affresco dell’Ultima Cena di Giorgio Turcotto nella sala del refettorio della stessa abbazia.
L’interesse per l’abbazia continuava e, alla fine del 2022, alcuni Soci vollero approfondire le vicende del coro ligneo che era in origine nella chiesa di Staffarda.
Quindi iniziarono a redigere una bibliografia e a consultare i testi specifici e i documenti in particolare quelli conservati nell’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano.
Il coro fu fatto realizzare da Giovanni Ludovico marchese di Saluzzo negli anni 1520-30 circa insieme ad altri preziosi manufatti per adornare la chiesa dell’antica abbazia cistercense di cui era abate commendatario. Il coro aveva due ordini di seggi e raffinate sculture, presumibilmente opera di una bottega di intagliatori francesi e fu posizionato, come era uso all’epoca, nella navata.
Nel Settecento fu eliminato l’antico altare nell’abside e se ne realizzò uno nella navata, quindi si dovette spostare il coro nell’abside.
A metà Ottocento il coro ligneo era in cattive condizioni a causa dell’umidità che risaliva dal pavimento; il re Carlo Alberto, a capo dell’Ordine Mauriziano che aveva assunto la proprietà dell’abbazia, ordinò di asportarlo da Staffarda e di riadattarlo per l’abside della chiesa reale di Pollenzo CN.
Le poche parti che avanzarono dalla discutibile rielaborazione furono in seguito donate al Museo Civico di Torino e nel 1932, per una esposizione museale, oggi visibile al Museo Civico d’Arte Antica a Palazzo Madama, furono assemblate, restaurate e integrate in una ricostruzione che solo alludeva all’antico coro, anche per la mancanza di parti essenziali.
I Soci AFOM, analizzata la storia del manufatto, cercarono di comprendere quale aspetto avesse avuto il coro in origine e dove fossero collocate le varie parti poi disassemblate.
La consigliera dott.a Angela Crosta iniziò i sopralluoghi a Pollenzo, al Museo Civico torinese e a Staffarda per eseguire fotografie e misurazioni, coadiuvata da alcuni Soci.
In seguito la dott.a Crosta elaborò una ipotesi di ricostruzione grafica virtuale cercando di integrare le parti del coro purtroppo mancanti anche con il confronto con manufatti coevi.
A cura dell’AFOM e della socia Angela Crosta è stata predisposta una pubblicazione, con presentazione di Guido Gentile, dal titolo: Crosta A., Il coro ligneo dell’abbazia di Staffarda – La storia ed una ipotesi di ricostruzione virtuale, AFOM e Mediares edizioni, Torino 2025, gratuitamente scaricabile in pd: Il coro di Staffarda
I soci AFOM ritengono che sarebbe utile e interessante eseguire una ricostruzione virtuale in 3D, che però richiede risorse finanziarie che l’AFOM per ora non possiede. Intanto proponiamo questo studio corredato da schemi, schizzi, misure e proposte metodologiche per ipotizzare e illustrare la struttura originaria.